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LUNGOMETRAGGI
PARADISE VALLEY - di Carlo Fusco
Trattasi di una storia drammatica e di un intreccio espositivo della storia tipico del genere action/thriller.
L'azione, dopo una strage di massa che comporta implicazioni governative e terroristiche, si svolge quasi esclusivamente all’interno di un’unica location (un bunker).
I vari personaggi sono tutti ben caratterizzati; ognuno a modo suo rappresenta un nodo portante della storia e, seppur con i loro moventi psicologici contorti, nell'estrema situazione in questione agiscono in modo istintivo rispondendo solo ed esclusivamente alla legge della sopravvivenza.
Tutto ciò che accade nella storia diegetica è frutto dell'immaginazione del regista, il quale si serve di interessanti intrecci volti a raccontare una ipotetica situazione reale.
Una bella sfida registica, attoriale e produttiva che porterà alla luce un film autoriale e di stile ma di facile commercializzazione.
Sinossi: Sono da poco passate le 10 del mattino l’aria è abbastanza calda è l’inizio della primavera. Ci troviamo in una valle desertica al ridosso dei calanchi Lucani, si ode il rumore di due autovetture elaborate guidate da due giovani ragazzi che si divertono a gareggiare clandestinamente facendosi gesti attraverso i finestrini abbassati. Da lontano intravvediamo un misterioso camion in cima al quale ci sono quattro cecchini dell'esercito. I due giovani continuano a gareggiare, non si sono accorti della presenza del camion, dopo una pericolosa curva se lo ritrovano d’avanti e riescono ad evitarlo ma il camion finisce fuori strada ed esplode. Un suv con i vetri oscurati apparso dal nulla inizia a seguire le due autovetture per un breve tragitto in quanto le stesse finiscono inspiegabilmente fuori strada e i corpi dei giovani sono carbonizzati nonostante non ci siano stati ulteriori esplosioni. Nel frattempo, Riccardo (italo americano) e la sua famiglia stanno tornando a casa (la loro casa di vacanza in Basilicata) poco dopo notano che la loro piccola città è in preda al panico. Si precipitano a uscire dal traffico bloccato facendo un inversione, dallo specchietto retrovisore Riccardo vede la gente accasciarsi a terra, mago della cospirazione teorica, è già pronto per portare la sua famiglia al sicuro. Chiude velocemente la ventilazione dell’autovettura, si dirige verso il primo stabile che potrebbe ospitarli. Ma dopo pochi attimi cambia idea e accelera velocemente verso una strada di campagna, in una casetta si nasconde un bunker che lui stesso ha progettato. Al loro arrivo, una coppia misteriosa li sta aspettando, chiedono aiuto disperatamente. Contro la volontà di Riccardo e per volere di sua moglie Jessica, permette loro di entrare all'interno del bunker. L’ossigeno sta terminando e gli ospiti del bunker sono impossibilitati di uscire fuori, nel bunker sembra esserci solo una vecchia radiolina per comunicare con il mondo esterno, dalla quale si ode la voce di un colonnello. Riccardo si rende conto presto che Nick è un agente segreto al quale gli è stata assegnata la missione di ucciderli. La donna che lo accompagna Debora è solo una copertura, si scopre che ha avuto anche una relazione con Riccardo. La coppia ospitata non era affatto bisognosa d’aiuto, l'intero tema della fiducia viene messo in dubbio, cedendo il posto ad una tremenda cospirazione governativa.
Creed'c
CREED'C - di Francesco Cippone & Lucky Dario
La Parodia di "Creed", “Creed’c”, vuol essere un rifacimento in chiave ironica del film con Sylvester Stallone, il quale racconta la storia del figlio naturale del grande pugile Apollo che, come il padre, è appassionato di boxe tanto da abbandonare un brillante impiego lavorativo e trasferirsi a Filadelfia per farsi allenare dal grande Rocky Balboa, oramai fuori dal circuito degli incontri di pugilato.
"Creed'c" è film che, umoristicamente, rappresenta la vita dei cosiddetti “figli di papà” che ambiscono a sogni per loro scontati ma irragiungibili. Il tutto nella cornice dello spirito vernacolare e popolare barese,  che con la sua tipica ironia e le colorite espressioni del dialetto, veicoli di comicità naturale,  farà sorridere anche lo spettatore più ostile.
Note di produzione: Il film è caratterizzato dalla contestualizzazione nella città di Bari e nei suoi immediati dintorni.
Questa scelta trova conferma, insieme ad un moderato utilizzo del dialetto locale, nel notevole gradimento che il grande pubblico ha riservato, negli ultimi anni, a questa formula che consente una narrazione sia comica che drammatica, ma sempre in una visione  ironica e complessivamente positiva della vita.
ADEPSIC REBOURS - di Amila Aliani

Ispirato dal libro "À Rebours", di Joris Karl Huysman, e al fenomeno sociale “Hikikomori”, Adepsic ha voluto percorrere il problema del suicidio, durante i momenti dell’agonia, consapevoli della morte e la prospettiva di un nuovo motivo. Gli attimi in cui si vorrebbe tornare indietro e rimediare all’errore.

 

Sinossi: Dave decide di vivere in un eremo nella pensione gestita da Fedro. L’isolamento compromette la psiche sino a raggiungere la nevrosi e il suicidio. Nelle 6 ore di agonia, ritroverà il desiderio di vivere attraverso la riscoperta di alcune verità della sua esistenza.

Una Domenica Notte
UNA DOMENICA NOTTE - di Giuseppe Marco Albano

Antonio Colucci ha 46 anni. Avrebbe voluto essere un grande regista di film horror. A 26 anni sembrava un talento destinato a grandi cose. Gira infatti un lungometraggio le cui traversie produttive lo relegano al solo mercato dell’home video e per giunta solo in Germania. Poi il matrimonio, un figlio, la quotidianità e la mancanza di intraprendenza lo bloccano nella sua cittadina di provincia ove la chimera del cinema lentamente svanisce. 

Giunto alla mezza età ritiene, come spesso accade, di fare un resoconto della propria vita. Il suo sogno di diventare regista di film di “genere” non si è mai sopito del tutto.

Decide, cosi, di trovare i fondi per girare un film horror. Questo suo "ritorno al passato" gli farà scoprire che l'orrore che lo circonda è molto più impressionante della finzione che vuole mettere in scena.

Priso - Dove chi entra Urla
PRISO - DOVE CHI ENTRA URLA - di Fabrizio Pastore

"Priso - Dove chi entra urla” è l’opera prima del regista pugliese Fabrizio Pastore, interamente girata a Bari e ispirata all’omonimo racconto breve di Alessandra Minervini. Tra i protagonisti del film c’è Giovanni Sada, in arte Giosada, barese doc, vincitore di X-Factor 2015.

Sinossi: Il giovane interpreta la parte di un ragazzo segnato fin dall'infanzia da un soprannome ingiurioso Priso (in dialetto barese indica il vaso da notte), che non lo abbandonerà mai.

Cresce applicando la strategia dell'auto-sabotaggio, disertando la vita per mantenersi ai margini di una società che lo disprezza, restando nella zona sicura del fallimento esistenziale. 

Tutto cambia però quando conosce Bartolo, insegnate di scuola guida che gli spiega la sua teoria: tutti hanno un “prurito”, un’angoscia da cui non possono liberarsi e che procura loro dolore e sofferenza.

Priso allora concepirà l’idea di un posto “dove chi entra urla”, uno spazio utopico e surreale in cui lasciare il proprio prurito e liberarsi delle angosce più profonde. Un grande successo.

Come se bastasse essere accettati dagli altri per accettare se stessi e affrontare il proprio “prurito”…

Note di produzione: Il dato psicologico fondamentale del protagonista è la volontaria diserzione dalla vita che produce in lui un punto di vista privilegiato, la capacità empatica che è propria degli spettatori e che lo condurrà al successo.

Le immagini surreali dell'inconscio di Priso a metà fra il sogno e l'allucinazione - dalla folla medievale inferocita (simbolo della cruenza del giudizio sociale che respinge la differenza) al circo dantesco (apice e punto di svolta di una radicale rivoluzione esistenziale) -  invadono continuamente la realtà quotidiana, a sottolineare l'unicità dello sguardo dell'outsider, supereroe domestico che resiste alla pressione dell'omologazione.

CORTOMETRAGGI
La Riva
LA RIVA - di Nicola Ragone
Nella tradizione della commedia italiana spesso luoghi circoscritti sono serviti per raccontare situazioni di grande respiro. “La terrazza”, la cabina di un lido nel “Casotto” o addirittura in “Quelle Strane Occasioni”,  l’episodio de “L’ascensore”  sono stati gli apparenti claustrofobici scenari da cui invece scaturiva un ritratto del nostro Paese e dei suoi costumi. Nel caso del cortometraggio “La Riva” la location è una spiaggia.
Sinossi: Una coppia di borghesi decide di trascorrere una giornata al mare. Nel giro di poco tempo la riva diventa una metafora di quanto possano essere opprimenti e, in un certo senso, artificiosi i rapporti sociali e familiari. La spiaggia e i suoi abitanti, tra un’onda e l’altra, diventano un inferno “sartriano” dal quale non si può che fuggire in mare aperto. Ma anche li, inaspettatamente, c’è già qualcuno.

Premi e Selezioni a Festival:

  • -  LUCANIA FILM FESTIVAL

  • -  FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CORTOMETRAGGIO 'O CURT

  • -  HARRISBURG HERSHEY FILM FESTIVAL

  • -  MAVERICK MOVIE FESTIVAL

  • -  CORTOSPLASH

  • -  VIDEOLAB FILM FESTIVAL

  • -  CINEMAVVENIRE FILM FESTIVAL

  • -  BRIANZA FILM CORTO FESTIVAL

  • -  CORTOPEPPERFEST

  • -  FIATICORTI FILM FESTIVAL

  • -  DIRECT SHORT ONLINE FILM FESTIVAL

  • -  INVENTA UN FILM

  • -  CORTO NANNI

  • -  NASTRI D'ARGENTO 2016 (selezionato nei primi 12)

L'ULTIMO CAFFE' - di Travers Jacobs
Sinossi: Un giovane criminale meridionale degli anni ‘70 confessa la sua vita caratterizzata da rapine, furti d’auto e dall’incontro dell’incesto amoroso. Dopo anni passati ad aiutare sua cugina a perseguire la sua carriera di attrice, pur professando la sua attrazione e il suo amore per lei, non resta con nient'altro che il perseguimento della giustizia. Attraverso l'intensificazione dei ricordi e delle emozioni che rivive con i flashback della sua vita, anche il suo ultimo caffè “da uomo libero” diviene di secondaria importanza

SULLE ORME DEL PASSATO - di Sara Ventrella
Soggetto: LIDIA, 24 anni, ragazza affascinante, bel corpo, lineamenti sensuali, dimostra sicuramente di più dei suoi 24 anni, per mantenersi agli studi di giurisprudenza ha scelto di diventare una escort.
Lidia viene svegliata in camera sua dalla telefonata di un cliente, che tra una chiacchiera e l’altra prende appuntamento con lei, che prontamente segna sulla sua agenda.
Il campanello preannuncia l’arrivo di Claudia, la sua assistente sociale. Non si vedono dai tempi in cui Lidia viveva in comunità. Sono molto felici di vedersi e le cose da raccontarsi sono tante. Ma Claudia è andata a trovarla per una ragione ben precisa: per lasciarle il numero del padre che non ha mai conosciuto.
Lidia, dopo aver congedato Claudia, riceve una chiamata da Fabio, un affascinante avvocato dai capelli brizzolati, il cliente di cui sembra quasi innamorata. La sera stessa si organizzano per stare insieme. I due tornano a casa di Fabio dopo una serata in un elegante ristorante. Nonostante il piacere di Lidia di star con lui, il pensiero di avere in borsa il numero del padre, le occupa la mente, tanto da arrivare a confidarsi e a sfogarsi proprio con Fabio. I due fanno l’amore.
Qualche ora dopo Lidia, in salotto, da sola, al buio, incapace di addormentarsi, è tentata di comporre quel numero e vedere che succede. Fabio la raggiunge e le da il coraggio di chiamare il padre e finalmente risolvere il suo conflitto interiore.
DOCUMENTARI
Creed'c
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MATERA 15/19: EPISODIO I - di F. Nucci, N. Rovito, A. Nucci

Matera Capitale europea della Cultura 2019 costituisce un’indiscutibile possibilità di rilancio dei territori lucani, ed è solo l’ultimo tra i risultati ottenuti negli anni recenti grazie ad importanti interventi volti a restituire dignità a quei luoghi. Il lavoro, le opinioni, le speranze, i rimpianti, le delusioni e le soddisfazioni dei lucani - nei prossimi quattro anni - non possono essere dimenticati. Bisogna preservare la futura memoria degli sforzi della Basilicata tutta, regione simbolo di cultura e faro di speranza per un Mezzogiorno in cerca di riscatto.

 

Questo è "Matera 15/19", un documentario che non potrà prescindere dal costante confronto con la storia della società e della cultura lucana, con l’analisi delle trasformazioni antropiche e politiche degli ultimi decenni e degli elementi più tradizionalistici che continuano a sopravvivere. L’intento è quello di creare una contrapposizione spontanea tra l’impronta lasciata dal passato della regione, il punto di vista odierno e personale di chi abita quei luoghi da quando erano noti come 'la vergogna d’Italia', le rappresentazioni pratiche del cambiamento - anzitutto culturale - fino al 2019 e l'attuale quadro macropolitico di un'Europa alle prese con sfide interne ed internazionali che ne segneranno il proprio destino.

La durevolezza del progetto permetterà di raccogliere nel tempo un corposo volume di materiale video, che verrà diffuso regolarmente grazie alla suddivisione del documentario in quattro episodi - uno all'anno fino al 2019 - interconnessi ma indipendenti, come in una serie antologica. Ogni episodio vedrà il proprio racconto caratterizzarsi attraverso il punto di vista di uno specifico "protagonista":

  • “Episodio I” (2016): Famiglia materana

  • “Episodio II” (2017): Immigrato stabilitosi a Matera

  • “Episodio III” (2018): Lucano in procinto di emigrare

  • “Episodio IV” (2019): Straniero di origini lucane

Un’opera dal taglio cinematografico, ma vera ed emozionale.